ROMA - È uno dei volti più noti del telegiornale regionale di Rai 3, Fidel Mbanga-Bauna. Il primo e unico conduttore di colore in Italia, e per lui il razzismo non esiste. È solo un sinonimo di ignoranza. E' anche un tifoso laziale sin nel midollo dal 1974, a casa…

ROMA - È uno dei volti più noti del telegiornale regionale di Rai 3, Fidel Mbanga-Bauna. Il primo e unico conduttore di colore in Italia, e per lui il razzismo non esiste. È solo un sinonimo di ignoranza. E' anche un tifoso laziale sin nel midollo dal 1974, a casa ha una maglia degli Irriducibili che tanti anni fa gli regalò un ultras della Curva Nord. Razzismo e tifoseria laziale, per la Uefa ormai un binomio inscindibile dopo l’ennesima squalifica per cori razzisti e striscioni inappropriati.

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Fidel Mbanga-Bauna cosa ne pensa di questa squalifica? «Mi addolora, non sono cose di cui andar fieri; non me lo aspettavo ma penso che si debba imparare a tenere la bocca chiusa. Eppure è la terza volta in cui si dimostra l’incapacità di stare zitti. Non sono certo inferiori neri o ebrei, dunque lo si fa per ignoranza? Allora si può guarire, ma servono misure forti. Nel 2013 ancora parliamo di razzismo, i "buu" sono gesti fuori misura di ignoranti e vanno ripagati con la stessa moneta. La tifoseria della Lazio viene giudicata per la maggioranza fascista, eppure qui non c’entra la politica»

A rimetterci è solo la Lazio. «La brutta figura è della società, essere multati per motivi così abietti è un peso che si porta dietro per tutta la vita. Purtroppo ci rimette uno stadio intero, ma penso che facendo ricorso si faccia una doppia brutta figura. Hai ammesso di essere razzista e per di più ti sei mortificato ricorrendo a sotterfugi»

Come si combattono questi episodi di razzismo? «Il Regno Unito deve essere l’esempio. C’erano gli Hooligans contro cui sono stati usati metodi muscolosi. Ed ora lì si può seguire una partita a bordo campo»

Cosa può fare la Lazio? «Spesso la tifoseria controlla la società stessa, si potrebbe parlare con questi ultras per non rischiare che i loro comportamenti possano danneggiare una stagione intera. È ora di smetterla di auto punirci con questi comportamenti. La Uefa è un organo forte e bisogna sottostare alle sue regole» (Il Tempo)

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