Kone...ati di vomito
ROMA – Vi si sono chiusi gli occhi? Tranquilli non è il fuso orario ma è la noia che vi ha attanagliato vedendo la sfida tra Giappone e Grecia. Gli ellenici sotto di un uomo per buona parte di gara si sono messi come gli spartani del Re Leonida nella Battaglia delle Termopili, a difesa del proprio fortino evitando di prenderle da un Giappone poco lucido sotto porta nonostante la vivacità della ripresa data dall'ingresso di Kagawa. Brutta, insipida, una partita senza infamia e senza lode, tra due compagini dai grandi limiti tecnici. Uchida prova a farvi un attimo aprire le palpebre ma il suo tiro termina sul fondo. La lente di ingrandimento era tutta per Kone, pupillo di Pioli ai temi di Bologna e – sembrerebbe – seguito dalla Lazio. Il numero 8 fa una partita di buona sostanza, ci prova dalla distanza ma il suo tiro è uno straccio bagnato, ci mette tanto cuore lascia il campo dopo 80 minuti di gioco dove ha combattuto da buon guerriero. I samurai provano ad infilzare il muro greco tramite uno sterile forcing nei minuti conclusivi del match, ma la battaglia finale la vince la noia.
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