Lazio, la capacità di soffrire per vincere: il derby è solo l'inizio
di Simone Cesarei
ROMA- Una giornata trionfale, quella di domenica. La Lazio di Simone Inzaghi ha umiliato la Roma, seconda in classifica, aggiundicandosi il derby della Capitale per 3-1 con una partita perfetta, impreziosita dalla doppietta di Keita e dal gol di Basta. I biancocelesti, che non vincevano un derby in campionato dal 2012, hanno ingabbiato la squadra di Spalletti con un sistema di gioco che sembrava lasciare il pallino del gioco alla Roma, ma che in realtà ha permesso alla squadra di Inzaghi di avere la partita sotto controllo durante tutto l'arco del match. Dopo lo spavento di Dzeko ad inizio di primo tempo infatti, la Roma ha fatto molta fatica a farsi vedere dalle parti di Strakosha, frenata perfettamente dalla trappola difensiva preparata dal tecnico biancoceleste. La mossa tattica di Inzaghi, ovvero quella di schierare la difesa a tre con centrali rapidi e bravi nel gioco aereo e di usare due terzini come esterni di centrocampo cosi da arginare le pericolose scorribande di Salah ed El Shaarawy, ha vinto il duello a distanza con Spalletti, reo di non aver preso contromisure adeguate dopo aver visto per ben due volte il sistema di gioco biancoceleste in Coppa Italia. Il diktat di Inzaghi è sembrato chiaro fin da subito: lasciare l'iniziativa alla Roma e concedere cross facilmente arginabili dalla difesa biancoceleste, e cosi è stato. I molti corner collezionati dai giallorossi nel primo tempo non hanno infatti impensierito De Vrij, Bastos e Wallace, che hanno respinto ogni tentativo romanista di penetrare in aerea di rigore. L'apparente supremazia territoriale mostrata dalla Roma, nascondeva l'incapacità di spaventare una difesa coadiuvata alla perfezione da un Lucas Biglia sempre più leader. Le micidiali ripartenze della Lazio e le molte occasioni create, a dispetto delle due romaniste se non si conta quel rigore scandalosamente regalato, hanno deciso un derby che Inzaghi aveva vinto ancor prima di entrare in campo.
PUNTARE IN ALTO- Ora per la Lazio è il momento di confermare quanto di buono fatto vedere nel derby contro la Roma. La vittoria contro i giallorossi deve essere solamente un punto di partenza, da cui decollare per lidi fatti di trofei e gloria. Mentre il posto in Europa League sembra ipotecato, con i tre punti dall'Atalanta e addirittura gli otto dal Milan sesto, la truppa di Inzaghi punta a quella Coppa accarezzata due anni fa, la prova di maturità di una squadra che vuole essere grande. La finale di Coppa Italia contro la Juventus, la prima della classe in campionato e probabile vincitrice dello Scudetto, è la sfida perfetta per laurearsi a pieni voti come big. La sfida potrebbe non essere cosi scontata come sembra, specialmente se Inzaghi dovesse tirar fuori dalla manica uno dei propri assi per ingabbiare la squadra di Allegri e accedere, cosi, all'Olimpo del calcio italiano.
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