ROMA - Il patto consisteva nell’aspettare il verdetto della corsa all’Europa League prima di passare dalla teoria alla pratica. Ora che i piani di coppa sono praticamente svaniti si può passare all’azione. E il primo punto preso in esame, per questioni sia ambientali che tecniche, è la panchina: a chi…

ROMA - Il patto consisteva nell’aspettare il verdetto della corsa all’Europa League prima di passare dalla teoria alla pratica. Ora che i piani di coppa sono praticamente svaniti si può passare all’azione. E il primo punto preso in esame, per questioni sia ambientali che tecniche, è la panchina: a chi affidare la gestione della rifondazione?
Reja prepara la sfida con l’Inter, ha un contratto anche per il 2015 e si è già messo a lavoro sul mercato per la prossima stagione. Delle tre frasi, le ultime due sono perfettamente conciliabili con un incarico da direttore tecnico, ruolo che Reja già svolge nella pratica e che lo ha esposto ai fischi dei laziali. Certo, il tecnico per stemperare le critiche e trattenere la sua panchina si fa forte dei punti conquistati in sei mesi di Lazio, ma non può farlo della classifica attuale che, da Verona al Verona, è la stessa ereditata da Petkovic.
Il punto è che Lotito l’ha rassicurato, sì, ma Reja non è sicuro di essere il prossimo allenatore biancoceleste. Questo perché da tempo la società è in cerca del profilo giusto a garantire lo sviluppo del prossimo progetto impostato sui giovani e privato dei tanti big in uscita. E, magari, a ricreare le condizioni perché lo stadio, svuotato dalla contestazione, torni a riempirsi.

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Queste le due chiavi per la ricerca, i nomi sono noti: Simone Inzaghi è la soluzione a portata di mano, Murat Yakin è la scommessa del d.s. Tare, ma è Sinisa Mihajlovic il candidato numero uno e, infatti, è già stato fatto un sondaggio indiretto per incassarne la disponibilità. Anche se è pacifico che, con uno come lui, si dovrebbe lavorare su nuovi equilibri interni alla società.
Di sicuro, comunque, il prossimo tecnico della Lazio si troverà a gestire un delicatissimo ricambio generazionale, senza Europa molti sono destinati a partire. Lulic e Candreva, per esempio, pezzi pregiati che adesso la Lazio difficilmente riuscirà a trattenere e che potrebbero ritrovarsi compagni alla Juventus. Ma anche Onazi è in bilico, ha grande mercato soprattutto in Premier (Tottenham e Liverpool) e potrebbe salutare come farà certamente Marchetti che sta valutando le offerte di Arsenal e Napoli.
E i tre rinnovi? Mauri, Dias e Biava sono legati a doppio filo a Reja: probabilmente i loro contratti seguiranno il destino del loro mentore.

Corriere della Sera

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