di ALBERTO ABBATE ROMA - Polvere di stella, altro che “grimaldello delle scommesse”: “Palazzi vuole distruggere Mauri. Gioca con la sua vita con una durezza spropositata. Essere la bandiera del calcio capitolino non è una colpa”. L'urlo di Buceti scuote il muro torto, è un conato di rabbia contro “un'ingiustizia”.…

di ALBERTO ABBATE

ROMA - Polvere di stella, altro che “grimaldello delle scommesse”: “Palazzi vuole distruggere Mauri. Gioca con la sua vita con una durezza spropositata. Essere la bandiera del calcio capitolino non è una colpa”. L'urlo di Buceti scuote il muro torto, è un conato di rabbia contro “un'ingiustizia”. Difende una carriera sull'orlo del precipizio, da un burrone di quattro anni e 6 mesi, dalle sabbie mobili di due illeciti. I laziali lanciano funi d'amore su Corso d'Italia, gridano in silenzio davanti all'Nh hotel con uno striscione: “Attenti, i Conti (doppio senso, ndr) con la Lazio e Mauri, fateli bene”. Sei punti di penalizzazione sono uno scotto già troppo alto da pagare, se intrufoli pure la malizia: “26 maggio 2013, Coppa in faccia!”, si legge fuori dal tunnel. Da cui la Lazio vuole uscire già fra martedì e mercoledì - sentenza della Commissione Disciplinare, riunita in camera di consiglio da oggi alle 13.40 – o al massimo a fin'estate (il 12-13 agosto, processo d'appello) con l'ultimo grado, ancora caldo di battagliera speranza.

dfdf69cea833f4e6ea0d71fc4477f180.jpg

DISTRUGGERE GERVASONI – Un romantico contrattacco, rievoca il passato. La Lazio ricalca la tattica degli antenati del calcioscommesse, annichilire la credibilità del grande accusatore: “Gervasoni non fa altro che contraddirsi, il primo interrogatorio – in cui non ricordava neppure quanto fosse finita la partita col Genoa - è l'unico genuino”, si scagliano in coro, Buceti e Gentile. E Melandri: “Non vorremmo che nei successivi verbali Gervasoni fosse stato suggestionato dall'arresto di Mauri”. Una lettera scarlatta, quella barbarie, sul destino sportivo del centrocampista: “La decisione del Tribunale del Riesame di Brescia ci avrebbe permesso di difenderci in un'altra maniera in questo processo sportivo”. Aggiunge, Buceti: “Cremona ha revocato tutte le misure cautelari, così il tribunale non ha potuto pronunciarsi. Sarebbe bello capire perché Salvini ha deciso improvvisamente di revocare qualcosa che ha stravolto la vita del mio cliente. E non basta che stesse arrivando Gegic in Italia a vuotare il sacco". L'arringa di Buceti è furiosa: “C'è una Lazio intera che difende Mauri, mai un dubbio dei compagni. Palazzi ha chiesto tre differimenti per procedere ai deferimenti e in due anni non vedo in questo rinvio a giudizio ulteriori elementi di prova. Non è cambiato nulla. Nessuno ha visto Stefano con Ilievski”. Conferma Zamperini in nome della vecchia amicizia: “Entrai solo io a Formello, mi registrai alla guardiola e parlai 5 minuti con Mauri”. Eppure la gaffe: “Ilievski era a Roma per incontrarmi perché interessato a conoscere più giocatori possibili per le combine”.

LA SCOMMESSA SUL TENNIS – Girano le palpebre, sguardi perplessi fra gli avvocati di Mauri. Meno male che c'è l'asso nella manica. Lo lascia scivolare, Melandri, è una racchetta in faccia a Palazzi: “La scommessa che effettuò Mauri era sul tennis - l'incontro Wozniacki-Jankovic per la precisione - e si trova sui tabulati. Mauri chiese ad Aureli di fornirgli le quote il 13 maggio alle 14.11, alle 14.26 effettua la giocata, che viene registrata alle 14.31, scommessa vinta e registrata. La mattina successiva effettua altre giocate: non vince, quindi non sono registrate. Dice sempre la verità, anche quando assicura di non aver utilizzato la scheda intestata prima del 13 maggio". Incassa Palazzi, replica sull'ultimo dettaglio: “Eppure già dal 28 aprile i contatti sono sempre gli stessi. Inoltre le risposte di Mauri in procura sul gioco e su Aureli sono altamente elusive, lo fa passare come un conoscente, quando ci fece addirittura le vacanze a Formentera”. Contrattaco di Melandri: “Stefano dice solo che è un amico di Zamperini. E ricordo bene la domanda sul poker della procura ad aprile. Mi sembra assurdo che, senza che il dato gli venisse contestato, Mauri dovesse subito confessare la scheda intestata e le scommesse su tennis e basket”. Non è un autogol, una rovesciata.

ECCO I POSSIBILI RISVOLTI – La palestra continua, gli addominali non si piegano. Mostra i muscoli, Palazzi: “Sei punti alla Lazio”, urla. Fisso lo sguardo, spalancate le fauci, gonfie le vene. E' tutto un bluff: “Tutto provato, tutto provato”, non fa altro che ripetere. Malcelando, in verità, un brivido lungo la schiena. Non tremate voi, laziali, restate aggrappati a quella chewingum nervosa nella bocca del procuratore federale: sarà tutt'altro che facile - con queste prove di cartone - persuadere la Commissione Disciplinare e resistere senza affogare fra le onde di altri due gradi di giudizio (sino al Tnas). Mastica comunque amaro, Mauri: 4 anni e sei mesi piombano sulla sua testa, dopo due anni di fanghi. Che non lucidano certo la pelle, nonostante gli abbiano allungato la carriera. Sussurriamolo a denti stretti, ma è quasi vangelo: Stefano – anche qualora dovessero cadere i due illeciti – salterà quasi certamente la prossima Supercoppa. Non è un caso che ad Auronzo Petkovic abbia sempre lucidato Ederson: non sarà il capitano ad alzarla in faccia alla Juve. Nella più biancocelestiale delle ipotesi, si beccherebbe la “slealtà sportiva”, un'”omessa denuncia” e, forse, il “divieto di scommesse”: 18 mesi fuori, a trentatré anni. Non sarebbe comunque bellissimo naufragare in questo mare. Si spiaggerebbe, invece, la Lazio: niente penalizzazione (al massimo un'ammenda benevola), niente fischi nelle orecchie della Uefa di Platini, con le sue antenne antipatiche già drizzate.

Cittaceleste.it

RIVIVI IL LIVE...

AGGIORNAMENTO ORE 13.35 - Finisce il processo, si apre ufficialmente la camera di consiglio: il 30-31 luglio attesa la sentenza della Commissione Disciplinare.

AGGIORNAMENTO ORE 13.34 - E ancora Melandri: “Il primo interrogatorio, Mauri lo dovette affrontare solo sulle notizie dei giornali. Ricordo bene la frase verbalizzata, la domanda era stata fatta sul poker. Mi sembra assurdo che, senza che il dato gli venisse contestato, Mauri dovesse subito dire della scheda intestata e delle scommesse su tennis e basket. Gli viene chiesto di Aureli, ma è vero che è un'amicizia di Zamperini, trasferita a Stefano. Di Zamperini ha sempre detto: è il mio migliore amico”.

AGGIORNAMENTO ORE 13.22 - Ecco la replica di Palazzi: “Il quadro probatorio su Mauri è fondato su elementi di assoluta logica. E' un dato obiettivo quello di aggancio delle celle e ci sono sempre gli stessi contatti con la scheda intestata anche prima del 13 maggio. Le risposte di Mauri in procura su Aureli poi sono altamente elusive”. E il procuratore federale rilegge il passaggio dell'interrogatorio d'aprile di Mauri: “ In effetti sapevo che Zamperini aveva la passione per le scommesse, almeno da un anno. Spesso lo vedevo con fogliettini vari, di agenzie Snai. Mi risulta inoltre che Zamperini ha un amico che gestisce un'agenzia di scommesse, se non ricordo male nella zona Aurelia in Roma”. Riprende Palazzi: “Mauri poi avrebbe fatto le vacanze insieme con Aureli e lo fa passare come un conoscente”.

AGGIORNAMENTO ORE 13.01 - L'avvocato Melandri: “La decisione del Tribunale del Riesame di Brescia ci avrebbe permesso di difenderci in un'altra maniera dal processo sportivo. Non è arrivata perché Cremona ha liberato prima Mauri, senza che noi facessimo istanza di scarcerazione. Palazzi ha sottolineato che già prima del 13 maggio Mauri utilizzava la scheda coperta, per lasciare intendere che Mauri chiamasse già il signor Mancinelli, un altro titolare di agenzie di scommesse. Mauri ha detto la verità perché è vero che il cellulare di Samantah Romano il 30 aprile è a Ponte Milvio, ma quello di Mauri alla stessa ora è in un'altra. Dal 13 maggio in poi soltanto le celle dei due apparecchi sono identiche. Dov'è la certezza? Non capisco soprattutto come a Cremona siano state messe in carcere persone incensurate sulla base si questi elementi assurdi. E' allucinante. Aureli e Mauri non si sentono, guarda caso, dopo maggio perché stanno insieme in vacanza. Ci sono diverse chiamate prima anche perché Stefano aveva anticipato i soldi per la casa di Formentera. Ho chiesto alla Goldbet di darmi un documento, che pensavo di ritrovare sull'ordinanza di Cremona come prova. E invece no. Vengono registrate anomali sui flussi di Lazio-Genoa in diverse ricevitorie di Roma Nord, come se Mauri avesse controllato tutto. Nell'agenzia di Aureli vengono invece fatte solo 86 giocate su Lazio-Genoa, solo 7 risultano vincenti, sei sono giocate sui sistemi uniti ad altre partite, che rischiano di far saltare la scommessa vincente. Ce n'è solo una da 500 euro, primo tempo x, secondo tempo 1, registrata alle 11.45 del 14 maggio. Su Lecce-Lazio non c'è nulla da dire, non c'è traccia di soldi, c'è solo il solito Zamperini di mezzo. Lui e Mauri erano quasi simbiotici prima dell'arresto, lo sapevano tutti il loro legame nel mondo del calcio. Per questo Gervosani ha fatto due più due...Quando Mauri ci disse il motivo per cui utilizzava la scheda coperta, ovvero le scommesse sul basket e il tennis, gli rispondemmo che ci avrebbe esposto a dei riscontri successivi. Lui si ricordava la scommessa del 13 maggio perché aveva vinto sulla partita di tennis degli internazionali. E abbiamo la prova tangibile, alle 14.01 Aureli gli fornisce le quote, alle 14.26 Mauri scommette e la giocata viene registrata alle 14.31. Mauri si ricorda delle giocate la mattina successiva, ma non sono registrate perché non ha vinto. Però è facile verificarne la verità: basta guardare i contatti, che riprendono con Aureli alle 10.30. Non si può scappare da questa ricostruzione”.

AGGIORNAMENTO ORE 12.45 - Buceti prova a smontare l'attendibilità del grande accusatore: “Il primo interrogatorio di garanzia è quello più genuino. Infatti Gervasoni non ricorda nemmeno com'è finita la partita col Genoa, sbaglia il risultato, mi pare che ha vinto la Lazio, dice. Ma non era la partita regina madre? Non so quanti interrogatori dopo, confessa di aver ricevuto 20mila euro. Nel terzo interrogatorio, inizia a tirare dentro Mauri, nel quarto parla del supposto incontro fra Mauri, Ilievski e Zamperini, ma esprime dubbi sull'avvenuto accordo per la combine. Prima dice di aver ricevuto le notizie il giorno prima e lo stesso di Lazio-Genoa, nel quinto interrogatorio spiega di averle ricevute nell'incontro di Cernobbio...”. Prosegue il legale Melandri sullo stesso argomento: "C'è un ulteriore considerazione da fare. Noi ci auguriamo che, nei successivi interrogatori, Gervasoni non abbia subìto la suggestione dall'arresto di Mauri".

AGGIORNAMENTO ORE 12.36 - Ancora Buceti: "L'ordinanza di Cremona si basa su 'la costante disponibilità in cambio di denaro ad alterare le gare'. Palazzi ha chiesto tre differimenti per procedere ai deferimenti e in due anni non vedo in questo rinvio a giudizio ulteriori elementi di prova. Non è cambiato nulla. Nessuno ha visto Stefano Mauri con Ilievski, non esiste in nessun paese far valere delle celle telefoniche come elemento. In tutto l'atto del deferimento poi non c'è nessuno che ci dica attraverso quali modalità Mauri abbia concepito una giostra che finisce con sei gol. C'è una Lazio intera che difende Stefano, abbiamo interrogato tutti i compagni biancocelesti e nessuno esita sulla sua innocenza".

AGGIORNAMENTO ORE 12.23 - Prosegue la difesa di Buceti: "Il 27 maggio Mauri apprende da fonti giornalistiche del suo imminente arresto e si catapulta spontaneamente a Cremona per mettersi a disposizione dei magistrati. Dopo 4 giorni, stremati, veniamo ascoltati dal dottor Salvini. Finisce l'interrogatorio di garanzia e tutto quello che dice all'autorità giudiziaria resta lì. Non ci sono situazioni in progress, usiamo il profilo basso per svuotare questa vicenda che reca pregiudizio assoluto. La misura viene mitigata in arresti dominiciliari, noi difensori non facciamo istanza di scarcerazione, chiediamo che si pronunci su quel provvedimento innaturale il tribunale del Riesame di Brescia. Cremona revoca poi tutte le misure, così il tribunale del Riesame non può pronunciarsi per 'insussistenza...'. Sarebbe bello capire perché Cremona ha deciso improvvisamente di revocare qualcosa che ha stravolto la vita del mio cliente. Stava arrivando Gegic in Italia...".

AGGIORNAMENTO ORE 12.06 - Ecco l'intervento dell'avvocato Buceti, uno dei legali di Mauri: “L'avvocato Gentile ha offerto alla Commissione un elemento di riflessione e un dato evidente: la necessità ossessiva di trovare sempre la quadratura del cerchio non può arrivare a far forzare il limite della ragionevolezza. Il ruolo di Gervasoni che talora viene ritenuto assolutamente credibile, talora no, è qualcosa d'incredibile. Palazzi ha formulato una richiesta di 4 anni e 6 mesi, la carriera di Mauri verrebbe polverizzata. Vogliamo preservare i suoi diritti o dobbiamo distruggerlo perché è bello e bravo? C'è in gioco la sua vita e trovo una durezza spropositata di Palazzi. Mauri è la bandiera del calcio capitolino, non è una colpa".

AGGIORNAMENTO ORE 11.30 - Sospensione del processo di mezz'ora.

AGGIORNAMENTO ORE 11.11 - I tifosi biancocelesti rimangono sui marciapiedi dell'hotel Nh, aspettando l'uscita del Procuratore Palazzi. Vogliono che legga il loro striscione con un bel "Conti" in evidenza.

AGGIORNAMENTO ORE 11.00 - Procede la difesa del Lecce, con l'arringa dell'avvocato Sticchi Damiani.

AGGIORNAMENTO ORE 10.45 - Ferrario non ci sta, strappa il microfono: “Ho sempre ammesso la proposta illecita di Zamperini e di averla rifiutata. Non l'ho denunciata all'epoca per ignoranza e ora è giusto che mi assuma le mie responsabilità. Ma io voglio pagare l'omessa denuncia, se mi condannate per illecito, condannate un innocente”.

AGGIORNAMENTO ORE 10.28 - Ecco l'intervento lunghissimo dell'avvocato Gentile: "Mancano riscontri intrinsechi ed estrinsechi. I contatti telefonici sono giustificati dai protagonisti, supportano l'accusa solo perché c'è una scheda coperta, ma questo non certifica nulla. Il quadro accusatorio è solo 'giustificato', non ci sono neanche indizi perché non si sa il contenuto né delle chiamate né degli sms. Nel deferimento a mio avviso ci sono molti aspetti che vanno rivisitati e rielaborati dal punto di vista sistematico. Il procuratore federale parte dall’addebito dei comportamenti contestati a Mauri, sulle dichiarazioni di Gervasoni. Il giocatore parla non di fatti cui ha assistito direttamente, ma fatti di cui ha avuto conoscenza da un compartecipe associativo (Gegic), e da qui nasce il castello di accuse di Gervasoni. Anche i colleghi che mi hanno preceduto hanno discusso l’attendibilità delle parole di Gervasoni. Non dobbiamo compiere un atto di fede per giudicare se Gervasoni sia credibile o meno, ma si deve stabilire cosa possa essere una prova o meno. Cosa dice a proposito della valutazione delle dichiarazioni? Gervasoni dice pure di non saperne nulla in un primo momento, ma di averlo dopo appreso da Gegic. Lui dice il vero sempre, anche quando dice di non riferire nulla. Non ci sono elementi per giudicare Mauri come responsabile dei fatti che gli sono contestati né per attribuire alla Lazio una responsabilità oggettiva".

AGGIORNAMENTO ORE 10.00 - Zamperini, grande "ex" amico di Mauri, testimonia in aula:"Ho chiesto a miei avvocati di parlare dopo aver sentito ieri le richieste di squalifica per i miei colleghi e i miei amici, ho imposto a loro di venire qui e parlare. Voglio spiegare bene come sono andate le cose. La sera del 13 maggio sono stato contattato da Mario Cassano, che attraverso skype mi ha presentato Gervasoni. Quest'ultimo mi chiede se potevo incontrare il giorno dopo un'altra persona, che voleva parlarmi di alcune cose. Da quel momento non sento più Mario Cassano e vengo solo tartassato di trelefionate da Ilievski e Gergvasoni. La mattina acconsento a incontrare questa persona, il giorno dopo dovevo andare a Roma da Fregene per prendere i biglietti per lo stadio. Mi ero già messo d'accordo giorni prima con Mauri perché i biglietti sono nominativi. Quando mi sveglio, trovo una miriade di chiamate da Ilievski, lo incontro sulla Cassia, vado a Formello con lui, che era interessato a conoscere più persone possibili per organizzare queste cose. Arrivo a Formello in tarda mattinata, entro con un documento a Formello, vengo registrato. Nel frattempo Mauri mi raggiunge davanti a guardiola, il poliziotto mi dà il mio biglietto, parlo con Stefano 5 minuti. Gli dico che dopo la partita saremmo andati a Milano Marittima. Riesco e accompagno Ilievski in centro a Roma, prendiamo un caffé e da quel giorno non lo vedo più. Nei giorni successivi continuo a ricevere chiamate da Gervasoni ed è lì che mi pressano per conoscere altri giocatori e combinare qualcosa. So che c'è Lecce-Lazio, decido di scendere a Lecce perché mi ero comunque già sentito con Ferrario giorni prima per andarlo a trovare...".

AGGIORNAMENTO ORE 9.50 - Una cinquantina di tifosi in sit-in pacifico davanti alla sede del processo affiggono a una ringhiera di Corso d'Italia uno striscione: "Attenti, i conti con la Lazio e Mauri fateli bene".

AGGIORNAMENTO ORE 9.40 - Riprende il processo all'Nh Vittorio Veneto hotel.

AGGIORNAMENTO ORE 9.20 - L'avvocato Gentile rilascia le prime dichiarazioni di giornata, prima d'entrare in aula e difendere la Lazio: "La richiesta della procura è stata esagerata rispetto al risultato dell’indagine. È il gioco della parti, si cerca di alzare la richiesta sperando di ottenere una condanna. Alla procura interessa il risultato e affermare che c’è stato questo illecito. Noi non ci facciamo spaventare. Tutta l’indagine si fonda sulla presunta credibilità di Gervasoni, ci sono tutta una serie di argomenti che eliminano la portata degli indizi che la procura porta a sostegno dell’accusa. Preoccupazione in chiave Uefa? Non ci pensiamo , pensiamo a uscire da questa situazione. I tabulati telefonici? Sono stati spiegati da una serie di rapporti amicali tra Mauri e Zamperini e tra Mauri e Aureli. Stavano organizzando una vacanza che da lì a un mese avrebbero fatto a Formentera. Tutto ha uno spiegazione contraria alla spiegazione che dà Palazzi. Se un indizio ha un’ambivalenza di interpretazione allora non è un indizio”.

AGGIORNAMENTO ORE 19.00 - Altre due arringhe difensive (risaltano le lacrime di Benassi), ma non c'è tempo per quelle della Lazio. Gli avvocati Gentile, Buceti e Melandri parleranno domani: "Il processo riprenderà alle 9.30", annuncia il presidente della Commissione Disciplinare, Sergio Artico.

AGGIORNAMENTO ORE 18.20 - Buceti, avvocato di Stefano Mauri, commenta nel frangente di sospensione la richiesta di Palazzi verso il suo assistito: "C'è un accanimento violento nei confronti di Mauri. La richiesta è assolutamente afflittiva ed è fondata su presupposti che noi riteniamo insussistenti. C'è un disegno nei confronti di questo giocatore, che non ha giustificazione. Quattro anni e mezzo è una richiesta che colpisce pure la Lazio e per Stefano è motivo di profonda tristezza. Stasera parleremo con lui".

AGGIORNAMENTO ORE 17.58 - La Commissione Disciplinare chiede la sospensione del processo sino alle 18.30. "Poi faremo uno-due interventi ancora", dice il presidente Artico. Ancora nessuna arringa difensiva per Mauri e per la Lazio.

AGGIORNAMENTO ORE 17.34 - Milanetto vuole dire la sua verità. Prende il microfono in aula e giura serafico: "Ho dedicato 20 anni della mia vita a questo sport, l'ho amato e sono d'accordo col procuratore federale quando dice che è una tristezza vederlo ridotto così. Mi sono messo a disposizione della giustizia, sono convinto della mia innocenza e voglio ringraziarvi di quello che farete. Combatto con questa spada di Damocle da due anni ormai, dico grazie anche a Palazzi, che sta lottando per pulire questo mondo. Ma io riuscirò a dimostrare la mia estraneità. Non credo di meritarmi un'ombra del genere dopo 20 anni dedicati al calcio con passione assoluta".

AGGIORNAMENTO ORE 17.20 - Domani sera si chiuderà la fase dibattimentale del processo che vede imputati la Lazio e Stefano Mauri. Già alla chiusura, la Commissione Disciplinare si riunirà in camera di consiglio per decidere sulle richieste di Palazzi. Attesa la sentenza di primo grado fra martedì 30 e mercoledì 31 luglio.

AGGIORNAMENTO ORE 16.52 - La Lazio a questo punto - intanto in primo grado - potrebbe "salvarsi" dalla penalizzazione qualora, ipotesi tutt'altro che da trascurare, la Commissione Disciplinare dovesse far crollare gli illeciti di Stefano Mauri.

AGGIORNAMENTO ORE 16.39 - Partono le arringhe difensive di tutti gli avvocati. Nel frattempo, è shock nelle stanze dell'hotel Nh per la richiesta pesantissima di Palazzi, che era stato così duro solo 3 anni fa con l'Atalanta. Salvo poi non essere così "aritmetico" negli ultimi due anni di calcioscommesse (Napoli docet).

AGGIORNAMENTO ORE 16.20 - Per la responsabilità oggettiva, Palazzi chiede 6 punti di penalizzazione per la Lazio: 2 punti per ciascun illecito di "un calciatore particolarmente rappresentativo come Mauri", più due aggravanti, più l'ammenda di 20mila euro.

AGGIORNAMENTO ORE 16.17 - Le richieste di Palazzi: per due illeciti, a Mauri 4 anni e mesi 6 (3 anni per il primo illecito, con aggravante, più sei mesi in continuazione, più 3 mesi a partita per il divieto di scommesse).

AGGIORNAMENTO ORE 16.06 - Riprende la requisitoria di Palazzi su Lecce-Lazio, con accenni alla sfida col Genoa. Riportiamo le parti su Mauri e sulla Lazio: “Zamperini aveva contattato Mauri, lui stesso ammette di essere stato raggiunto a Lecce da Ilievski e di aver contattato Ferrario, che a sua volta conferma di aver ricevuto la proposta di alterazione. Grazie agli atti della rogatoria, noi sappiamo da Horvat che due ungheresi avevano portato i soldi per corrompere i giocatori del Lecce all'hotel Tiziano. Questo conferma le confessioni di Gervasoni. Fra Aureli e Mauri e fra Aureli e Zamperini ci sono tantissimi sms nella mattinata del 18 maggio. Poi ci sono 8 contatti fra le 17.14 e le 17.31 fra Zamperini e Mauri. Poi Ilievski telefona a Zamperini. Quest'ultimo poi contatta Ferrario. Il giorno dopo, Zamperini scambia 10 sms e tre telefonate con Ilievski, che a sua volta chiama 4 volte Tan Set Eng. La sequenza causale è sempre la stessa. La difesa di Mauri contrasta la veridicità delle dichiarazioni di Gervasoni, ma c'è giurisprudenza monolitica che dimostra come siano vere, oltre a tutti gli altri specifici riscontri. Gervasoni non ha ricevuto compensi economici, ma lui doveva rimediare a combine garantite e non andate a buon fine, quindi c'era una compensazione. Il fatto che non ci sia un contatto diretto fra Mauri e gli organizzatori è normale, perché Zamperini voleva tutelare un calciatore così importante della Serie A, aveva tutto l'interesse a tutelarlo. Zamperini doveva proprio fungere da intermediario, da filtro per Mauri. E' quasi necessaria la mancanza di contatti diretti con il cosiddetto gruppo degli slavi. L'incontro fra Mauri e Ilievski, in occasione di Lazio-Genoa, è conclamato dall'aggancio delle celle e, guarda caso, c'è il riscontro della mancanza di telefonate fra Ilievski e Zamperini perché in quel momento erano a Formello. La difesa sostiene che non ci sono prove delle scommesse effettuate da Mauri nell'agenzia dell'Aureli, ma le giocate più importanti non avvengono nei canali ufficiali, lo abbiamo visto. Purtroppo il grosso flusso degli affari illeciti avviene attraverso stati stranieri. Mauri e Zamperini non hanno fatto uso di skype è una mera congettura della difesa, perché non ci sono prove contrarie. Anzi, probabilmente, la maggior parte dei contatti sono avvenuti lì, perché in molti sms c'erano dei rimandi ad altri canali. La Lazio sottolinea l'incompatibilità dell'aggancio della cella con lo spostamento di Zamperini? Il trasferimento da Formello a Corso Francia in 12 minuti avviene con un Cayenne. E' insussistente la contestazione sotto il profilo fattuale”.

AGGIORNAMENTO ORE 15.35 - Riprende il processo.

AGGIORNAMENTO ORE 14.27 - Il presidente Artico annuncia la sospensione del processo: "Riprenderà alle 15.30". Pausa pranzo.

AGGIORNAMENTO ORE 14.26 - Interviene l'avvocato Buceti, altro legale di Mauri: E' vero che Palazzi ci ha consegnato tutto, ma non abbiamo avuto il tempo di verificare. Vogliamo quindi che il procuratore si assuma la responsabilità che non ci sia nulla di nuovo rispetto a quanto consegnato nell'atto di deferimento. Noi non temiamo nulla della produzione”.

AGGIORNAMENTO ORE 14.25 - Dopo la fine dell'arringa di Palazzi, il presidente della Commissione disciplinare, Sergio Artico, chiede: “Io ho una domanda da fare sui documenti prodotti. Che hanno in più rispetto a quelli depositati con l'atto di deferimento?”. Risponde, Palazzi: “Abbiamo ricreato tramite i tabulati, tutta la sequenza cronologica e unitaria dei contatti. E' un riepilogo di dati già contenuti nel deferimento. Abbiamo fatto 10 copie e ne abbiamo già fornita una ai difensori di Mauri e della Lazio”. Ecco spiegato il confronto con l'avvocato Melandri, documentato da Cittaceleste.

AGGIORNAMENTO ORE 14.20 - Prosegue e finisce così, con molta durezza, la requisitoria di Palazzi: Le dichiarazioni non veritiere di Mauri cercano di allontanare dalla sua persona l'inconfutabile natura del rapporto con due persone. La scheda coperta dimostra contatti con Aureli e Zamperini. Perché Mauri doveva contattare pure Zamperini con l'utenza coperta per scommettere su basket e tennis? Non sono vietate quelle puntate, perché un calciatore è così ingenuo da usare una scheda coperta per una cosa consentita? C'è la vicenda Farina come precedente per Zamperini, che veniva allo stesso modo contattato con una scheda coperta. A mezzanotte – sino alle 00.52 - della vigilia del 14 maggio, ci sono 11 sms fra Mauri e Aureli e 3 contatti fra Cassano, Gervasoni e Zamperini. All'1.05 Zamperini contatta Mauri, all'1.40 due contatti fra Aureli e Mauri e poi ancora tra Zamperini e Mauri. Alle 2.27 Gegic chiama Zamperini, poi Zamperini scambia tre sms con l'utenza coperta di Ilievski, che chiama Tan Set Eng. Questi contatti, le sequenze e i riscontri causali sono prove inconfutabili del perfezionamento della combine Lazio-Genoa. Mauri sino alle 2 di notte scambia sms, alla vigilia della gara, dal ritiro. Ilievski parte da Malpensa il giorno dopo, alle 12 è a Formello con Zamperini, poi va al Duke, l'albergo del Genoa. Nessuno contesta il valore dell'amicizia fra Mauri e Zamperini, ma in meno di tre ore, prima e dopo la partita, ci sono 80 contatti, che non possono essere giustificati dalla consegna di biglietti. Piuttosto servono per ragguardare il perfezionamento dell'incontro. Gervasoni s'è inventato tutto o piuttosto sta dicendo, dolorosamente, la semplice verità? Ilievski non si muoveva a caso, non è venuto a Roma a fare una gita. Veniva a fare vedere i soldi ai giocatori, come documentato anche dalla deposizione di Micolucci. Tutti gli 80 contatti dimostrano la finalità illecita. Il report di skysport 365, che parla di partita sospetta, è un ulteriore elemento eccezionale di riscontro della fase esecutiva. Così come la presenza di Ilievski al Toqueville per la consegna del denaro. E la presenza di Lazer e Strasser, che hanno un ruolo significativo, al Toqueville. Perché Lazer è colui che manda i soldi per la corruzione dei giocatori anche in Lecce-Lazio. Milanetto sta pure al Toqueville con Bellavista (che non è deferito in questo procedimento, ma sappiamo che ruolo ha avuto in altri casi), per la festa d'addio al celibato di Dainelli”.

AGGIORNAMENTO ORE 13.45 - Parte la requisitoria di Palazzi sulla presunta combine LAZIO-GENOA: “La prima fonte di prova, ma non la unica, è costituita dalle dichiarazioni di Gervasoni, con attendibilità intrinseca ed estrinseca. Molti difensori provano a dargli una patente d'inattendibilità, ma tantissime sentenze dicono il contrario. E le sue confessioni valgono, eccome, per questa partita. Gervasoni non poteva conoscere quando parlò tutti i tabulati e gli elementi probatori che oggi abbiamo in mano e le sue descrizioni sono chiare e riscontrate. Le dichiarazioni di Gervasoni tra l'altro non sono tutte de relato, perché ha partecipato in prima persona alla fase iniziale della combine. Ha una partecipazione diretta e questo è importantissimo. Il racconto dell'incontro tra Ilievski, Zamperini e Mauri è confermato dalle celle telefoniche. Gli accertamenti di polizia giudizia danno un valore fotografico alle parole di. Mauri ha utilizzato un terzo cellulare dal 28 aprile al 28 maggio. C'è un percorso di vita parallelo a quello che aggancia le celle. I contatti con Aureli dal 28 aprile in poi sono pochissimi, rispetto a quelli che intercorrono con la scheda intestata a Samantah Romano. Zamperini è amico di Mauri, e Mauri è il grimaldello per l'alterazione delle gare della Lazio. E' l'unico aggancio di Zamperini. Mauri, dalla lettura degli atti, dichiara che Aureli era un perfetto sconosciuto e viene poi smentito. Possesso della scheda, dice dal 13 maggio in poi, ed è smentito. Alcuni contatti, secondo le difese, sarebbero incombatibili perché agganciano celle in orari incompatibili. Noi riteniamo che va verificato se c'è una linea di confine fra una cella e l'altra. Ma inoltre non c'è mai una coincidenza di orario fra le celle agganciate”.

AGGIORNAMENTO ORE 13.43 - Questa la decisione della Commissione Disciplinare: Inammissibile o irrilevante” la testimonianza del team manager Manzini, perché relativa "a circostanze notorie o irrilevanti".

AGGIORNAMENTO ORE 13.18 - Ancora riunita, la Commissione. Intanto - secondo nostre indiscrezioni - il procuratore Palazzi ha appena chiesto un incontro con Matteo Melandri, avvocato di Stefano Mauri. I due sono a colloquio nelle "segrete" stanze dell'hotel Nh.

AGGIORNAMENTO ORE 12.41 - La Commissione si riunisce di nuovo in camera di consiglio per decidere.

AGGIORNAMENTO ORE 12.36 - Palazzi risponde con un'arringa a Gentile: “La richiesta della Lazio è irrilevante per la decisione, perché la consegna dei biglietti non contrasta l'ipotesi accusatoria. Si sottolinea l'irrilevanza del mezzo istruttorio richiesto, quindi chiediamo il rigetto”.

AGGIORNAMENTO ORE 12.30 - Intervento dell'avvocato Gentile: Indichiamo come teste il team manager Manzini per Mauri per dimostrare come gli incontri di Lecce e Formello fossero finalizzati alla consegna dei biglietti, qualora la procura dovesse metterlo in dubbio”.

AGGIORNAMENTO ORE 12.22 - Esce dalla camera di consiglio, la Commissione Disciplinare, il presidente Artico legge la decisione sulla richiesta di stralcio del procedimento di Milanetto. Come preventivabile (è sempre andata così), rigettata "per assenza di elementi di inutilizzabilità degli atti". Scema dunque questa via, eventualmente da seguire per rinviare il processo, anche per Stefano Mauri.

AGGIORNAMENTO ORE 12.11 - Curiosità: presente al processo all'hotel Nh, Chicco, proprietario di un noto ristorante a Ponte Milvio, grande amico di Mauri, Zamperini e Brocchi. Che lo nomina pure nell'interrogatorio da Palazzi: “Ero infortunato, assistetti alla gara Lazio-Genoa dalla tribuna con Bobo Vieri, alle mie spalle erano seduti Zamperini ed un suo amico Francesco, titolare del ristorante Met, frequentato anche da noi calciatori della Lazio”. Mauri aveva anche confessato di avergli dato i biglietti per quella partita, proprio nel famoso incontro con Zamperini a Formello, in cui la Procura di Cremona avrebbe rintracciato la presenza di Ilievski, tramite le celle telefoniche agganciate.

AGGIORNAMENTO ORE 11.37 - Ancora riunita in camera di consiglio, la Commissione Disciplinare, per decidere. Nel frattempo all'ingresso dell'hotel Nh, incontriamo l'avvocato De Rensis (famoso legale di Antonio Conte), che difende Ferrario: "Palazzi mi dovrà spiegare perché non vuole ascoltarlo". Il giocatore del Lecce è accusato d'illecito, per la presunta combine di Lecce-Lazio per l'incontro con Zamperini. E' presente al processo, Ferrario, e giura: "Ho sempre ammesso le mie responsabilità, un'omessa denuncia, ma non ci sto a pagare per le minch...degli altri".

AGGIORNAMENTO ORE 11.08 - Mascia, avvocato di Milanetto, chiede lo stralcio del procedimento (rinvio a data da destinarsi), in attesa della chiusura del processo penale. Palazzi è contrario. La Commissione Disciplinare si riunisce per decidere. Un eventuale accoglimento della richiesta spianerebbe la strada a un'identica possibilità anche per Mauri.

AGGIORNAMENTO ORE 10.59 - E' iniziato da 10 minuti il processo. Ancora non si parla di Mauri

AGGIORNAMENTO ORE 10.25 - "La situazione è tutta da chiarire e interpretare in termini giudiricamente corretti. Abbiamo già dei precedenti riguardo questo genere di cose. I tifosi devono stare tranquilli: ci sono poche prove o indizi e molti dubbi. L'assenza di Mauri? Non c'è attività istruttoria quindi ha fatto bene a non venire". Lo ha dichiarato questa mattina l'avvocato della Lazio Gentile, all'ingresso del NH Hotel di Corso d'Italia, sede in cui si svolgerà il processo.

Cittaceleste.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti