Minala: "Volevo fare il medico. Il calcio? Lo vivo..." - VIDEO
ROMA - Parla alla pagina ufficiale facebook del Bari, Joseph Minala, centrocampista in prestito dal Bari: "Sono arrivato in Italia che non conoscevo nessuno. C'era un signore che mi aveva promesso un provino. Il calcio per me significava tanto. Era l'opportunità per me di poter aiutare la mia famiglia. Io il calcio lo vivo come quando ero piccolo. Non voglio perdere quella voglia. Al mio primo gol da professionista ho provato un'emozione di vuoto. Mi è passata davanti la mia carriera in un attimo. Non vedevo più i miei compagni ma quello che ho passato fino ad arrivare a quel giorno. Il mio gol nasce da un calcio d'angolo. Non volevo andare a saltare perché io normalmente dovevo fare la copertura. Donati mi disse che lui non andava e mi mandò al posto suo. Non ho neanche guardato la palla dove andava, è stato bellissimo. Il pubblico quando ha chiamato il mio nome al San Nicola mi ha emozionato. E' bellissimo sentire gridare il proprio nome sugli spalti. Bello farlo in casa il secondo gol consecutivo".
Il paese: "Mi manca la mia famiglia, i miei amici e le mie abitudini. Mi manca mio fratello che mi ha permesso di stare davanti a voi oggi. Non ci penso e vado avanti. Avrei voluto fare il medico perché vedendo come stanno i ragazzi che nascono nel mio paese resti colpito nel cuore. La vita li non è facile. A Bari mi ha colpito l'accoglienza. Purtroppo quella partita la perdemmo ma l'approccio è stato stupendo. Era anche il mio compleanno". Rubare abilità: "Vorrei rubare a Massimo Donati la sua abilità nei lanci. Ha una grande visione di gioco, è formidabile. Bari è una bella città. La gente è accogliente, simpatica. Faccio un saluto a tutti i tifosi del Bari e Forza Bari. Grazie per il vostro sostegno nelle trasferte e negli allenamenti. Spero che alla fine potremo tutti insieme gioire perché avremo fatto qualcosa di importante insieme".
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