AURONZO DI CADORE (di Mirko Borghesi) - Con le indicazioni di Mister Pioli in campo ci si potrebbe tirar giù un virgolettato di 600 battute. Parla, parla tanto l'allenatore della Lazio e lo fa mettendosi in gioco, indossando il fratino quando necessario, giocando e correndo, sudando e pressando, come uno…

AURONZO DI CADORE (di Mirko Borghesi) - Con le indicazioni di Mister Pioli in campo ci si potrebbe tirar giù un virgolettato di 600 battute. Parla, parla tanto l'allenatore della Lazio e lo fa mettendosi in gioco, indossando il fratino quando necessario, giocando e correndo, sudando e pressando, come uno qualsiasi dei suoi ragazzi. Alla gente piace, sugli spalti c'è chi ha dimenticato in fretta Petkovic, ancor prima di Reja: "Siamo passati dalle scalate a tutto questo giocare con la palla, per noi è positivo", ci rivela un gruppo di tifosi. Negli esercizi il Mister diventa protagonista. Lavorando sul pressing in fase di non possesso, lo stesso Pioli si trasforma in punta e viene più volte "accerchiato". Metamorfico, diventa invece centrocampista quando si limano i difetti di una manovra che ancora deve essere ben oliata.

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"FILIPPO" ANDERSON, IL MISTER CI CREDE - Pioli crede in Felipe Anderson, sottolinea le sue giocate e ancor più i suoi errori. In casa Lazio si crede al rilancio di questo ragazzo e l'allenatore gli è addosso, ne morde quasi le caviglie: "Se ti richiamo è per il tuo bene, dai forza Filippo! Ok Filippo?". Già, Filippo, un nome italiano per farlo sentire forse un po' più a casa.

L'OBBLIGO - Nelle sedute che si ripetono una dopo l'altra, Pioli nomina la parola "obbligo" solo in due circostanze, che forse fanno capire ancor meglio la sua filosofia. La prima è relativa al pressing: "Non possono partire solo gli attaccanti, così come dopo il lancio lungo gli attaccanti non possono rimanere così attardati. Dobbiamo essere corti, corti capito?". La seconda è relativa alla manovra offensiva: "Bisogna sempre segnare, bisogna far gol. Per fare gol dobbiamo guardare avanti con la testa, non guardarci indietro. Sempre avanti. Non m'interessa se adesso sbagliamo il passaggio ma la testa deve essere rivolta alla porta". Le urla di Pioli riechieggiano al Zandegiacomo e qualcuno inizia a pensare che questo signore non sia proprio l'ultimo arrivato.

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