Queste le parole dell'ex calciatore sul grande portiere scudettato, scomparso ieri
ROMA - Ai microfoni di Lazio Style Radio, Sergio Petrelli ha ricordato Felice Pulici, venuto a mancare nella giornata di ieri. Oggi per lui la Lazio giocherà a Bergamo con il lutto al braccio:
“Io ho conosciuto Felice quando ho fatto il militare e non credevo fosse un calciatore. Me lo sono ritrovato alla Lazio e abbiamo sorriso pensando a quei tempi. Era un vero gentleman, un uomo perbene. Abbiamo fatto coppia nei ritiri e nelle trasferte, lui è sicuramente quello che ho apprezzato di più. La sera leggeva le lettere di Sant’Agostino, io i giornaletti di Kit Carson. L’ho sempre immaginato come il giusto che salva tutti gli altri, perché la sua parola poteva guidare chi aveva davanti. La spina dorsale della Lazio era composta da Lui, Wilson, Frustalupi e Chinaglia. Lui trasmetteva molto agli altri, aveva grande carisma. Una delle ultime volte che l’ho sentito mi ha detto che non era più uscito di casa, mia moglie l’aveva invitato di nascosto e l’ho visto presentarsi. Dopo qualche mese ci ha invitato a casa sua, dove non era mai entrato nessuno dei compagni di squadra”.
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