ROMA - Intercettato dai microfoni di Fox Sport, l'ex attaccante della Lazio e della nazionale tedesca Miroslav Klose ha ricordato il suo esordio, quando segnò tre reti all'Arabia Saudita nel 2002: “Con il tempo parecchie cose le ho dimenticate ma di quel giorno, di quella gara, ricordo tutto. Anche il controllo anti-doping a fine partita. Non riuscivo a urinare, bevevo tantissimo ma niente. Quella notte mi sono venuti perfino i crampi allo stomaco. Il problema non era solo l’acqua bevuta ma anche la tensione prima della gara e l’attenzione mediatica dopo la tripletta. Per me, da matricola, troppe cose tutte assieme. Ricordo anche quanto mi avesse impegnato psicologicamente il portiere dell’Arabia Saudita. Ci fecero vedere video nei quali faceva parate disumane. Credevo fosse imbattibile poi invece ha preso quelle otto pere”. Chiusura sulla sua tipica esultanza con la capriola: “Poteva sembrare pericoloso fare la capriola ma rischiavo di più quando mi abbracciava Jancker. In quei casi potevo anche morire soffocato”.
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