Parla l'arbitro italiano inviato al mondiale di Russia sull'utilizzo della tecnologia

ROMA - Il dibattito non finisce mai. Gianluca Rocchi, unico arbitro italiano al Mondiale di Russia 2018,  parla a la Repubblica sul Var: “Se il Var ci piace? Ho fatto quattro derby di Roma col cappio al collo, stavo tre notti sveglio: prima durante e dopo. Gli ultimi due invece, col Var, me li sono goduti. Non c’è arbitro che possa essere contrario”. Ma averlo non cambia certo l'approccio dei fischietti: "Il mio obiettivo è non usare la tecnologia: cerco di non averne bisogno, di recente ci son riuscito. Ma so che se devo usarla, mi ripara un errore. È un vantaggio, se lo vedi come un muro lo userai sempre male”.

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