Eguagliati i 5 gol di due anni fa, adesso partirà per la Coppa d'Africa, ma non si sa se tornerà

ROMA - Primo o poi chiuderà la porta, intanto la spalanca. Una settimana di polemiche per i saluti anticipati allo Spazio Novecento durante il discorso di Lotito. Segna Keita, segna lo scugnizzo monello. Pokerissimo in questo campionato, eguagliato il suo record biancoceleste di due stagioni fa. Era rimasto in panchina a Genova, dopo tre giorni di dolori al solito ginocchio, ma anche per motivi tattici. Inzaghi lo rilancia all’Olimpico nel 3-5-2 e il “pupillo” non sbaglia: sguscia in area, palla sotto le gambe di un difensore, Tatarusanu pietrificato. Eccolo di nuovo il più criticato, eppure l’unico decisivo sinora con le big: un punto a Napoli con un doppio passo che inganna Reina, un altro centro fondamentale con la Fiorentina. Dopodomani sera l’Inter, poi la partenza per la Coppa d’Africa. Come farà la Lazio? «Se sapessi cosa succederà da qui a un mese e mezzo sarei la persona più felice. Per il bene della società faremo un’analisi dopo queste due partite - spiega Tare - ma non dobbiamo sottovalutare il fatto che giochiamo una sola competizione. Aspettiamo con curiosità Luis Alberto…». In realtà, Inzaghi prega che la squalifica di Lulic (per le frasi post-derby) non arrivi prima di febbraio.

Uno dei 15 gol di Keita

FUTURO - A meno che non sia il mercato con Keita a trovare subito una soluzione. Il Milan parla da tempo con Calenda per il suo assistito, ci sono club inglesi alla finestra. Il Valencia lo ha monitorato, ma ormai sembra spedito verso Zaza. La verità però è che le offerte delle pretendenti sinora non sfiorano nemmeno 20 milioni perché tutti conoscono la situazione. Non ci sono spiragli per il rinnovo, tanto che il senegalese avrebbe pure sparato una richiesta provocatoria da 3,5 milioni a stagione alla Lazio. Lotito lo valuta 30 milioni, ma sa perfettamente di non poter chiedere più quelle cifre. Lo sapeva anche a settembre quando aveva iniziato a lavorare in gran segreto ad alcuni scambi. Per esempio, con Gabbiadini insieme a De Laurentiis. Ma - scrive IlMessaggero - siamo sicuri che Keita accetterebbe Napoli?

DEDICA - Incombe qualcosa di più di un divorzio. C’è lo spettro persino dell’articolo 17 per liberarsi a parametro zero verso l’estero. In realtà è una follia (c’è un gentleman agreement fra i club) ormai in disuso, ma da Keita e il suo entourage c’è d’aspettarsi di tutto. Caldenda voleva trascinarlo alla Roma dall’”amico” Sabatini, figuriamoci se ora non sta tramando altro. E Balde sembra seguirlo in tutto: «Ho dedicato il gol ad una persona a me cara. Il nome? Come dice un mio amico ‘chi sa, sa’». Chi vivrà lo scoprirà insieme al suo futuro: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti