Il quotidiano “Il Tempo”, con grande risalto ( titoli in prima pagina con vignetta ironica ed intere pagine interne), ha dato notizia, ieri, 28 marzo ed oggi, 29 marzo, di una vicenda che connota ancora una volta la vita della Lazio, per dirla con le parole di una nota canzone di Vasco Rossi, quale “spericolata” e che assume le tinte di un appassionante giallo alla Aghata Christie.
ROMA - Il quotidiano “Il Tempo”, con grande risalto ( titoli in prima pagina con vignetta ironica ed intere pagine interne), ha dato notizia, ieri, 28 marzo ed oggi, 29 marzo, di una vicenda che connota ancora una volta la vita della Lazio, per dirla con le parole di una nota canzone di Vasco Rossi, quale “spericolata” e che assume le tinte di un appassionante giallo alla Aghata Christie.
In sintesi, secondo quanto riferito dal suddetto quotidiano, l’ultima rata, pari a 2 milioni di euro, di pagamento dell’acquiszione delle prestazioni del calciatore De Vrij non sarebbe mai pervenuta dalla Lazio al Feyenoord.
Ciò in quanto un, sinora, ignoto “ hacker”, utilizzando comunicazioni telematiche riproducenti il logo della Società olandese, sarebbe riuscito a “ dirottare” la somma su un conto bancario non nella disponibilità della suddetta Società.
Sempre secondo il suddetto quotidiano, sulla vicenda, risalente al 2014, starebbe indagando la Procura della Repubblica di Roma, mentre, in base a dichiarazioni del legale di fiducia della SS Lazio spa, Avv. Gentile, sarebbe in corso un procedimento arbitrale UEFA a Njon, in Svizzera, per accertare eventuali responsabilità delle parti in ordine alle conseguenze, a carico dell’una o dell’altra, del “ dirottamento”.
Ciò premesso ed in attesa di conoscere l’esito sia del procedimento penale sia di quello arbitrale, per rispondere alla richiesta di chiarimenti di alcuni nostri soci, osservo, in linea generale, quanto segue.
Secondo i Principi contabili ( fonte OIC, Organismo Italiano di Contabilità, dicembre 2016), “ L’accantonamento a fondo rappresenta la contropartita economica ( onere o perdita) correlata alla rilevazione patrimoniale di competenza dell’esercizio, nei fondi per rischi ed oneri. Per potenzialità si intende una situazione, una condizione o una fattispecie esistente alla data di bilancio, caratterizzate da uno stato di incertezza, che al verificarsi o meno di uno o più eventi futuri, potranno concretizzarsi in una perdita ( passività potenziale), ovvero in un utile ( attività potenziale). Le passività potenziali rappresentano passività connesse a “ potenzialità”, cioè a situazioni già esistenti alla data di bilancio, ma con esito pendente in quanto si risolveranno in futuro”.
Sempre in attuazione dei suddetti Principi, “ In relazione al grado di realizzazione e di accadimento, gli eventi futuri possono classificarsi come probabili, possibili o remoti. Un evento è probabile quando il suo accadimento è ritenuto più verosimile del contrario. Un evento è possibile quando dipende da una circostanza che può o meno verificarsi; quindi il grado di accadimento dell’evento futuro è inferiore al probabile”.
E, ancora “ I fondi per rischi e oneri sono esposti nello stato patrimoniale nelle classi previste dall’articolo 2424 codice civile”.
Tra queste classi figura quella residuale “ Altri” che è relativa, tra le altre, a tipologie quali quelle “ per cause in corso” o per “ eventuali contestazioni da parte di terzi”.
Non v’è dubbio, pertanto, alla luce di tutto quanto precede, che, in ossequio ai sopraindicati Principi contabili, nello stato patrimoniale della SS Lazio spa si sarebbe dovuto contemplare uno specifico accantonamento a fondo rischi, pari a 2 milioni di euro, concernente sia la contestazione da parte del Feyenoord di non aver ricevuto il pagamento in questione sia il procedimento penale e quello arbitrale in corso, i cui esiti negativi per la Lazio sono da ritenere, se non probabili, quantomeno, possibili.
Tuttavia, nei bilanci della SS Lazio spa, dal 2005 ad oggi, ( l’ultimo è quello chiuso al 30 giugno 2017) non è dato riscontrare alcun specifico accantonamento a fondo rischi, né data alcuna notizia del contenzioso in essere, per i motivi in precedenza illustrati.
Circa, poi, la responsabilità del debitore per l’esatta prestazione dovuta ( art. 1218 CC), dottrina e giurisprudenza considerano che il debitore deve ritenersi inadempiente, non solo nel caso della mancata esecuzione della prestazione dovuta, ma anche nel caso di sua inesatta esecuzione.
Esattezza che va valutata in base alla condotta tenuta dal debitore nell’intero corso del processo obbligatorio che deve essere idoneo a salvaguardare e soddisfare l’interesse del creditore.
L’eventuale nesso di casualità fra la suddetta condotta ed il danno subito dal creditore fa presumere la colpevolezza del debitore.
Una presunzione che può essere superata e vinta solo qualora lo stesso debitore dimostri, con onere probatorio a suo carico, che nessuna responsabilità gli può essere addebitata,secondo l’obbligo di diligenza e di cooperazione con il creditore, atte a prevenire rischi di inadempimento, per il danno subito dal creditore medesimo.
In particolare, la Cassazione ( sentenza 22 maggio 1998, n. 5208) richiede al debitore un quid pluris specifico per superare e vincere la presunzione di responsabilità di cui sopra, dimodochè nulla gli possa essere addebitato.
Quid pluris che consiste nell’impiego di ogni normale e ragionevole accortezza onde evitare che si verifichi l’inadempimento.
Ne consegue che, volendo applicare tali Principi alla fattispecie in oggetto, la SS Lazio spa potrebbe evitare che l’inadempimento verificatosi possa essere ad essa addebitato, qualora dimostrasse di aver messo in atto ogni nomale e ragionevole accortezza nell’effettuare il pagamento dovuto.
E, a questo proposito, se fosse confermato, come riportato dalla stampa, che l’Iban comunicato per eseguire il pagamento fosse stato diverso da quello indicato per eseguire i pagamenti delle rate precedenti, allora sarebbe stato rispondente ad un criterio di accortezza, prima di procedere al pagamento, verificare, ove pure la Lazio non l’abbia fatto, direttamente con il creditore la rispondenza del suddetto Iban a quello effettivamente voluto e comunicato dal creditore stesso.
D’altronde, una condotta del genere corrisponde, in specie quando si tratti di pagamenti di un certo rilievo, alle best practises di qualsiasi società, in specie se, come la Lazio, quotata in Borsa.
In ogni caso, occorre prendere doverosamente atto delle dichiarazioni dell’Avv. Gentile, secondo il quale la Lazio si sente assolutamente sicura dell’esito ad essa favorevole dell’arbitrato svizzero.
Per finire, rilevo come, non solo la Lazio perde il calciatore De Vrij a parametro zero , ma rischia addirittura di rimetterci ulteriormente: della serie, per dirla volgarmente, “ cornuti e mazziati”.
Avv. Massimo Rossetti
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