Federsupporter sullo Stadio per la Roma
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Federsupporter, Stadio per la Roma a Tor di Valle : il tortuoso percorso della proprietà dell’area
(Avv. Massimo Rossetti, Responsabile dell’Area Giuridico-Legale)
Il 16 febbraio scorso su “Il Corriere dello Sport”, pag. 9, con riferimento alla vicenda relativa
allo Stadio per la Roma a Tor di Valle, è comparso un intervento intitolato “ Nessuna speculazione
sulle cubature. Al Comune bastava una consulenza” dell’imprenditore ed ex Presidente e
Amministratore della Società Ippodromi & Città, Gaetano Papalia.
Il sunnominato, nel suo intervento, afferma che il Progetto di Tor di Valle “ non nasce come
operazione di speculazione” e di non capire “ perché così tanta avversione al Progetto stesso”.
Incuriosito da tali affermazioni, ho effettuato qualche ricerca.
Ho rinvenuto, quindi, una notizia pubblicata il 12 ottobre scorso dal “Corriere della Sera” con la
quale si informa dell’inizio ( 16 gennaio 2017) del processo nei confronti di “Gaetano e Umberto
Papalia, soci SAIS, nonché amministratori della Ippodromo Tor di Valle”, più altri, “ per la
bancarotta della IppodromoTor di Valle srl, fallita nel giugno 2013, dopo essere stata costituita
dalla SAIS spa, proprietaria del terreno sul quale dovrebbe sorgere lo Stadio della Roma”.
L’articolo dà, altresì notizia delle conclusioni del PM Mario Davinola, secondo cui “ I due Papalia
avrebbero causato il fallimento della Società dando prima corso all’acquisto da parte di
Ippodromo Tor di Valle srl ( subentrata nel contratto di affitto del terreno stipulato nel 2000 tra la
SAIS e la Ippodromi & Città srl) di una azienda già in stato di profonda crisi economica”.
Per la Procura “ Il complesso delle attività distrattive e di operazioni dolose dirette a cagionare il
fallimento della Ippodromo Tor di Valle è stato realizzato al fine di dare attuazione alla
determinazione dei Papalia di alienare l’area su cui si trova l’ippodromo, maturata sin dall’epoca
della cessione dell’azienda da Ippodromi & Città a Ippodromo Tor di Valle; invero, la Ippodromo
Tor di Valle restituiva alla SAIS sia la proprietà sia il possesso dell’area e di ogni bene, mettendo
quest’ultima in condizione di vendere alla Società Eurnova ( ndr. nella persona di Luca Parnasi per
42 mln di euro) all’esito di una trattativa iniziata prima del 25 marzo 2010, data di stipula del
contratto preliminare”.
Quindi, secondo l’accusa e ferma restando ex art 27 Costituzione la presunzione di innocenza fino
ad eventuale sentenza definitiva di condanna, il Sig. Gaetano Papalia, sempre che si tratti della
stessa persona autrice del citato articolo su “Il Corriere dello Sport”, in concorso con altri, avrebbe
provocato artatamente il fallimento della Ippodromo Tor di Valle, cui prima la Ippodromi & Città
aveva affittato l’area, con lo scopo, già perseguito prima del 25 marzo 2010, data di stipula del
contratto preliminare di vendita dell’area stessa ad Eurnova, di fare in modo, attraverso la cessione
della proprietà e del possesso dell’area da Ippodromo Tor di Valle a SAIS, poi anch’essa fallita,
che quest’ultima avesse venduto l’area stessa a Eurnova.
In sostanza, ammesso che la ricostruzione di cui sopra, operata dall’accusa, venga confermata, la
cessione dell’area in questione da Ippodromo Tor di Valle a SAIS sarebbe stato un mero mezzo al
fine per sottrarre l’area medesima al concorso dei creditori di entrambe le suddette società fallite,
anzi, la Ippodromo Tor di Valle fatta artatamente fallire, per poi poter cedere il terreno ad Eurnova.
Sempre nel corso della ricerca, ho potuto apprendere da un articolo , pubblicato su “Il Tempo” del
6 settembre 2015, intitolato “ Stadio della Roma. Colpaccio di Parnasi”, che il contratto, con cui
Eurnova aveva acquistato il 25 giugno 2013 l’area da SAIS, era stato rinegoziato con la curatela
fallimentare della stessa SAIS, quest’ultima impegnatasi a non esercitare la revocatoria fallimentare
della compravendita definita “ una virtuosa operazione imprenditoriale” , in cambio dell’obbligo di
Eurnova di incrementare, da 21 a 26 milioni di euro, fermo restando il prezzo di vendita di 42
milioni di euro, la prima rata di tale prezzo.
L’articolo, inoltre, informa del fatto che Unicredit aveva rilasciato a favore di Eurnova una
fidejussione di 4 milioni di euro, a garanzia del pagamento della differenza di importo della
suddetta prima rata da corrispondersi da Eurnova alla curatela fallimentare della SAIS.
Laddove, alla luce di tutto quanto precede, appare evidente il fitto intreccio di interessi tra SAIS,
suoi soci, Eurnova e Unicredit relativamente al terreno di Tor di Valle.
Pertanto, ove in esito al processo per bancarotta fraudolenta, dovesse essere definitivamente
accertato che la cessione del terreno intervenuta tra Ippodromo Tor di Valle e SAIS fosse stata
preordinata e finalizzata a frodare i creditori della prima e che, a propria volta, la sub-acquirente
Eurnova avesse acquistato dalla seconda con la consapevolezza, al momento dell’acquisto, che la
prima alienante era in stato di insolvenza, vi potrebbero essere i presupposti giuridici per i creditori
della SAIS, anch’essa, poi, fallita, di chiedere ed ottenere la revocatoria della compravendita tra la
stessa SAIS ed Eurnova.
Ciò, poiché, al momento della rinegoziazione dell’accordo tra la curatela fallimentare della SAIS ed
Eurnova, non erano noti i fatti che hanno portato all’apertura del processo per bancarotta
fraudolenta nei confronti di soci e amministratori, in concorso con altri, della suddetta SAIS.
Tanto più, ove, secondo la tesi dell’accusa, i passaggi di proprietà da IppodromoTor di Valle a
SAIS e da quest’ultima a Eurnova fossero stati effettivamente preordinati, ab initio, in frode e in
danno dei creditori della Ippodromo Tor di Valle e, poi, della SAIS, entrambe fallite.
Concludo, affermando che, forse, al Comune, più che, come sostenuto da Gaetano Papalia, una
consulenza , sarebbero bastate e basterebbero la conoscenza ed una attenta, prudente valutazione dei
fatti da me riportati : fatti, d’altronde, pubblicamente attingibili, sol a volerli e saperli ricercare.
Avv. Massimo Rossetti.
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