Papa Francesco a San Vittore «Vuole incontrare tutti i detenuti»
A San Vittore sperano che lo studio certosino di labirintici percorsi interni possa davvero permettere al Papa di incontrare «tutti» i detenuti. Alle Case bianche di via Salomone, invece, la speranza è che sabato 25 marzo quei dannati ascensori facciano il loro dovere. Perché papa Francesco intende visitare due o tre famiglie del caseggiato e non si fermerà al piano terra.
C’è grande attesa e fibrillazione organizzativa in carcere e nel quartiere popolare che il Pontefice ha voluto inserire nel suo itinerario milanese di sabato 25 marzo. «Abbiamo lavorato tanto per rendere possibile l’incontro di tutti con il Papa — racconta il cappellano di San Vittore, don Marco Recalcati — e lì dentro non si tratta di una cosa scontata». Per questo è stato deciso che quel giorno non saranno ammesse figure esterne, ma soltanto la abituale popolazione di San Vittore: operatori, personale sanitario e una ridotta rappresentanza dei volontari, oltre naturalmente a detenuti e agenti di custodia. Ammessi in via eccezionale soltanto i bambini di alcune detenute.
È stato studiato anche un percorso che dovrebbe consentire al Papa di incontrare tutti i diversi gruppi di carcerati e le aree in cui è suddivisa la struttura: dal popoloso terzo raggio al reparto dei cosiddetti «protetti», cioè accusati di reati contro donne o bambini e gli ex agenti delle forze dell’ordine. Per il pranzo prevista una tavolata lunga cinquanta metri, dove il Pontefice, insieme con un centinaio di commensali, mangerà risotto giallo, cotoletta con patate e panna cotta, cucinata dagli stessi detenuti. «Non c’è stato alcun abbellimento — spiega il cappellano — solo una mano di vernice. E i detenuti non si aspettano amnistia o altri benefici, ma soltanto un incontro con qualcuno che li guardi negli occhi, musulmani compresi, sono tutti entusiasti».
Anche in via Salomone c’è grande attesa e la macchina organizzativa, che fa perno sulla parrocchia di San Galdino, sta girando a pieno ritmo da settimane. «Ci stiamo preparando da tempo a questa giornata — dice il parroco don Augusto Bonora — sia dal punto di vista logistico sia sul piano spirituale». L’area adiacente il «Lotto 64», cioè il caseggiato al centro della visita di Jorge Mario Bergoglio, sarà suddivisa in settori per i quali sono stati già distribuiti oltre quattromila pass. Il Papa andrà a trovare due o tre delle 474 famiglie che abitano alle Case bianche, scelte come rappresentative della vita tra quelle mura esposte alle infiltrazioni: «Una in cui c’è la sofferenza causata dalla malattia — rivela don Augusto — una di musulmani e una di anziani». Poi ci sarà la preghiera nel parcheggio che costeggia il parco Guido Galli, dove saranno i rappresentanti del vivace volontariato locale a porgere doni al papa Francesco. Anche in via Salomone non ci sono stati interventi di abbellimento da parte dell’Aler. «Anzi — dice il parroco sorridendo — speriamo nella benedizione papale per vedere risolti finalmente i problemi di questi edifici».
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