Ognuno ha il suo candidato preferito per le primarie di Formello. Il presidente biancoceleste non guarda molto all’aspetto tattico ma punta più sul nome per tentare di risollevare il morale a pezzi della piazza

LE INTENZIONI

- L’intenzione della società, dopo Pioli, sembrava quella di voler puntare su un allenatore di sicura esperienza per rilanciare la Lazio la prossima stagione. Già oggi le valutazioni potrebbero essere cambiate. In attesa anche le rivelazioni della seri cadetta Oddo e Juric, anche se quest’ultimo sembra destinato alla panchina del Genoa dell’amico Preziosi. In A, invece, non è passato inosservato il campionato strepitoso di Maran con il Chievo, ora appaiato in classifica con la Lazio. L’allenatore dei gialloblu, vociferano, già adesso avrebbe già in mano una panchina importante: c’è anche lui in lizza per il dopo-Inzaghi? Inutile scartare a priori, a Formello stanno sfogliando tutti i curricula, ma senza muoversi da casa. E’ questo il vero problema, regna l’immobilismo delle idee. Tipico del dualismo esasperato tra Lotito e Tare. Ognuno ha il suo candidato preferito per le primarie di Formello. Il presidente biancoceleste non guarda molto all’aspetto tattico ma punta più sul nome per tentare di risollevare il morale a pezzi della piazza. Per questo vorrebbe puntare su un allenatore di nome, Prandelli avrebbe anche quel pedigree federale che consentirebbe al patron laziale di riacquistare prestigio in Figc. Tare invece bada più alla sostanza del campo prediligendo allenatori che giochino con il 4-3-3. Per questo lui sponsorizzava al massimo Montella o Di Francesco. La sensazione è che le idee non siano così tanto chiare come sbandierato a Genova domenica scorsa. Il tempo passa, la confusione aumenta. E pure sul mercato, qualcosa di grosso - si spera - potrebbe succedere: CONTINUA A LEGGERE

Maran

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