Con la Lazio nel destino. Perché, nella sua Selecciòn, c’era mezzo scudetto del 2000.

BIELSA

Massacrato dalla stampa e dai tifosi per l’uscita anticipata, nessun calciatore nel 2002 abbandonò però Bielsa, anzi: «Non esiste un giocatore che possa parlare male di lui… Marcelo ha insegnato al mondo come si gioca da squadra. Riesce a tirar fuori il meglio da chiunque«, giura Hernan Crespo. E l’ex spalla biancoceleste Claudio Lopez: «E’ uno che chiede un sacrificio costante, un lavoro molto fisico a cui è difficile abituarsi. Ma una volta assimilato, una formazione vola». Trabajo, ma anche divertimento: «Dice a tutti di giocare per amore del calcio». Così la sua tattica non offusca certo la fantasia. S’accende persino nel ricordo, la “luce” di Veron: «Marcelo non ha mezze misure, o è bianco o è nero. Ma è la persona più onesta che abbia mai conosciuto. Non fa giri di parole, non parla mai alle spalle. Ti guarda negli occhi e ti dice sempre ciò che pensa. Mai avuto un motivatore così, che evoca i tifosi, le origini e persino la famiglia negli spogliatoi. Ti spinge a mangiarti l’avversario» CONTINUA A LEGGERE

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