Non è un caso che le prime tre di questo campionato (Juve, Napoli e Roma) spendano una media di 2-2,5 milioni in personale e macchinari qualificati. La Lazio appena un decimo di questa cifra...
DUBBI LECITI
- Viene da chiedersi di chi sia la colpa di questa situazione. Inutile parlare ancora di preparazione sbagliata dopo 12 anni. Cambiano gli allenatori, i preparatori atletici, ma il risultato non cambia: l’infermeria è sempre stracolma. Le alternative restano due: i campi di Formello o lo staff medico, tra l’altro pagato a prestazioni e non sotto contratto, come accade nella maggior parte delle società di Serie A. Ricadute continue per rientri talvolta forzati. Pensate a Kishna, ieri - dopo dicembre - è finito nuovamente sotto i ferri a Rotterdam per la stessa operazione in artroscopia al ginocchio. Situazione a dir poco grottesca. Pronto a rientrare a Roma invece de Vrij, dopo aver ringraziato i medici e i preparatosi di Anversa: «Ecco l’ultimo allenamento con l’unico e solo Bram Swinnen, colui che mi ha reso forte che mai». Ora Stefan spera di farcela per l’inizio del prossimo campionato, dopo un calvario di un anno che poteva essere preventivato: già ad aprile 2015 il ginocchio sinistro del gigante olandese accusava problemi, mai risolti e quindi ripresentatisi dopo l’estate. Un intervento allora avrebbe prodotto forse un’altra situazione. Invece in accordo con il giocatore si è aspettato ancora e il risultato è stato che de Vrij ha saltato l’intera stagione. Mentre tutti dalla Lazio scappano altrove: CONTINUA A LEGGERE
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