Una chimera chiamata mentalità vincente
di Lorenzo Ottaviani
ROMA - Una stagione che rimane buona, ma forse non straordinaria come alcuni vorrebbero farla apparire. Certo, considerando gli enormi problemi sorti l'estate scorsa con l'affaire Bielsa e il turbolento arrivo di Inzaghi ci sembra di aver assistito ad una sorta di miracolo sportivo, dato che i più pessimisti vedevano la Lazio come una squadra che avrebbe potuto ambire al massimo ad una tranquilla salvezza. Il piazzamento finale però rimane un quinto posto, certamente un buon risultato, ma non parliamo sicuramente di un'impresa, anche perché la rosa biancoceleste era stata sottovalutata ad inizio stagione ed ora, complice l'ottimo lavoro del tecnico Simone Inzaghi, ci si rende conto che diversi giocatori catalogati frettolosamente come 'oggetti miseriosi' - basti pensare a Jordan Lukaku, Wallace e Bastos per citarne alcuni - si sono rivelati utili alla causa, addirittura determinanti in alcune circostanze.
MENTALITÀ E FAME
Ma perché la Lazio, avendo solo l'impegno del campionato, non è riuscita quantomeno a conservare il quarto posto facendosi scavalcare dall'agguerrita ma meno attrezzata Atalanta? A questo proposito non dimentichiamo che i capitolini hanno battuto la Dea due volte su due incontri disputati, per questo Inzaghi voleva assolutamente arrivarle sopra. Probabilmente l'Europa League conquistata in anticipo ha fatto abbassare la guardia ai calciatori biancocelesti, ma forse a loro è mancata la fame di vittorie e la mentalità vincente che deve caratterizzare una squadra che vuole diventare grande. Impensabile provare a competere per le prime tre posizioni se non si prova a dare un cambio radicale anche sotto questo aspetto. La Lazio differisce da Juventus, Roma e Napoli non solo in termini di qualità, ma anche per quanto riguarda la quantità di giocatori di personalità tra le proprie fila, uomini in grado di essere vere e proprie guide carismatiche in campo per i compagni - queste differenze sono evidenziate dal distacco di punti accumulato a fine anno-.
SOLUZIONI
Come provare a risolvere problematiche del genere? Un ruolo determinante è sicuramente quello ricoperto dall'allenatore. Simone Inzaghi è giovane, carismatico e competente, ma senza dubbio dovrà ancora lavorare molto per diventare un motivatore di alto livello e quindi riuscire ad instillare la mentalità vincente nelle teste dei suoi uomini. Oltre all'allenatore è fondamentale il ruolo della società, che deve agire in maniera intelligente ed oculata sul mercato per mettere a disposizione del mister calciatori di personalità, piuttosto rari dalle parti di Formello. L'eventuale acquisto di Gonzalo Rodriguez dalla Fiorentina sembrerebbe un buon colpo in quest'ottica, poiché si tratterebbe di un difensore esperto dotato anche di ottime doti carismatiche. Ma il compito di Lotito e Tare non può limitarsi a questo, infatti bisognerà allungare la panchina con riserve di qualità sia tecniche che umane tali da poter affrontare con tranquillità e in maniera adeguata il doppio impegno - anche perché la Lazio negli ultimi anni ha sempre dimostrato di soffrire i match ravvicinati -. Se queste difficoltà saranno risolte la squadra capitolina potrà puntare certamente al quarto posto, che dal prossimo anno significherà Champions League. Per far ciò è determinante cercare di sostituire i big in partenza: CONTINUA A LEGGERE
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