PAPA FRANCESCO - La notizia ha fatto il giro del mondo in poche ore: CONTINUA A LEGGERE ULTIM'ORA - Reggetevi forte, è tutto vero: CONTINUA A LEGGERE CIAK, si gira! Francesco interpreta se stesso nei Giardini Vaticani! Papa Francesco era impegnato questo pomeriggio in riprese cinematografiche nei Giardini Vaticani. Come è noto il Pontefice ha accettato qualche mese fa di interpretare se stesso nel film “Beyond the Sun”, ovvero “Oltre il sole”, proprio come la celebre canzone degli Shinedown. Nel lungometraggio, scritto da Graciela Rodriguez con la consulenza di monsignor Eduardo Garcia, vescovo ausiliare del cardinale Jorge Mario Bergoglio a Buenos Aires, il Papa sarà presentato nella sua attività quotidiana in Vaticano, ambientazione che farà da sfondo a una storia avventurosa, destinata principalmente ai ragazzi e alle famiglie. Secondo i produttori, l’idea del film è nata proprio da Papa Francesco che ha suggerito di realizzare un prodotto per comunicare il messaggio di Gesù ai più piccoli. Per desiderio del Papa tutti i profitti di “Beyond the Sun” saranno consegnati a due associazioni di beneficenza argentine: “El Almendro” e “Los Hogares de Cristo” che aiutano i bambini a rischio e i giovani adulti in difficoltà. Per una curiosa coincidenza, la notizia della presenza di Francesco nella pellicola è stata diffusa dalla casa di produzione “Ambi pictures”, fondata dall’italocanadese Andrea Iervolino, esattamente quattro giorni dopo la visita senza precedenti di Leonardo Di Caprio in Vaticano, un evento che ha innescato una grande curiosità. Alcuni hanno messo in relazione al comune impegno ambientalista del Pontefice dell’enciclica “Laudato si’” e del grande attore e produttore statunitense, attualmente candidato all’Oscar con il film “Revenant”. Peraltro, Di Caprio prossimamente interpreterà il presidente russo Vladimir Putin in un thriller politico le cui riprese cominceranno quest’anno, e anche in questo film potrebbero comparire immagini di repertorio di Papa Francesco e dei suoi predecessori. In ogni caso, sotto i riflettori che l’annuncio di un film con il Papa ha fatto accendere c’è spazio anche per ipotesi fantasiose e bizzarre, come pure per le critiche sdegnate a Francesco dei soliti detrattori, sempre spaventati dalle novità di questo pontificato, e per le piccate smentite di fonti ufficiose che hanno definito “una stupida volgarità nonché una banale menzogna” l’ipotesi che il Papa possa recitare come un qualunque attore. In realtà un Papa che “interpreta se stesso” non fa l’attore, ma semplicemente si lascia riprendere mentre svolge la sua missione, il che avviene quotidianamente da quando nel 1983 Karol Wojtyla (che attore di teatro lo era stato davvero in gioventù, a Cracovia) ha fondato il Centro Televisivo Vaticano, che fornisce materiale di ottima qualità alle emittenti televisive di tutto il mondo cattoliche e non. Ma anche prima del grande papa polacco altri pontefici hanno accettato di comparire sugli schermi cinematografici e televisivi. Una pellicola della cineteca vaticana che risale al lontano 1896 mostra Leone XIII, Gioacchino Pecci, il primo papa ad essere filmato nella storia. Eletto nel 1939, Pio XII registrò il suo primo messaggio televisivo nel 1949, quando venne ripreso da una rete televisiva americana e da una francese. Papa Pacelli era solito esercitarsi davanti alle telecamere prima di ogni messaggio tv e la sua immagine, a partire proprio dal 1949, cominciò ad entrare con regolarità nelle case dei paesi dell’Europa occidentale e dell’America del Nord. Sotto il suo pontificato avvenne una grande innovazione: la prima trasmissione della messa in televisione, dopo le positive esperienze della radio. La trasmissione televisiva liturgica avvenne per la prima volta per la messa di mezzanotte del Natale del 1948 a Parigi e, a distanza di 6 fusi orari, a New York. Dieci anni dopo, il 10 ottobre del 1958, la televisione fece dei funerali di Papa Pacelli quello che si può definire il primo evento mediatico della storia. La Tv seguì poi il successore, Giovanni XXIII, quando il giorno di Santo Stefano del 1958 si recò dai detenuti nel carcere romano di Regina Coeli, dove chiese anche di poter visitare l’ultima loggia, quella degli ergastolani. Le telecamere furono pronte a riprendere questo momento cruciale con una ‘carrellata’ che mostrò il Papa passare tra questi detenuti senza speranza di redenzione, che si buttarono ai suoi piedi e gli baciarono le mani e i piedi. Anche il Papa buono si rese disponibile per un documentario. Fu l’allora dg della Rai Ettore Bernabei a raccontare in un’intervista che quando arrivò la troupe, Roncalli chiese ad uno dei tecnici che cosa dovesse fare. L’operatore gli spiegò che la lucina rossa sulla telecamera era il segnale che si stava trasmettendo e che guardando nell’obiettivo era come guardare negli occhi i telespettatori. Secondo Bernabei, Giovanni XXIII non dimenticò più quell’insegnamento. Tanto che, quando in Piazza San Pietro vedeva e…