ULTIM'ORA - E' tutto vero, la notizia ha fatto il giro del web in pochi minuti: CONTINUA A LEGGERE PAPA FRANCESCO - Purtoppo è tutto vero: >>> CLICCA QUI PER LEGGERE LA NOTIZIA >>> Il Papa e le «resistenze malevole» Chi nella Curia non vuole riforme Francesco denuncia il gattopardismo in Vaticano. Le mosse del cardinale Burke Perché le resistenze, ha scandito Bergoglio, sono di tre tipi. Ci sono quelle «aperte» che «nascono spesso dalla buona volontà e dal dialogo sincero». Quelle «nascoste» dei «cuori impauriti o impietriti» , le «parole vuote del “gattopardismo” spirituale». Ed infine «le resistenze malevole, che germogliano in menti distorte e si presentano quando il demonio ispira intenzioni cattive, spesso “in veste di agnelli”», ha scandito: «Questo ultimo tipo di resistenza si nasconde dietro le parole giustificatrici e, in tanti casi, accusatorie, rifugiandosi nelle tradizioni, nelle apparenze, nelle formalità, nel conosciuto, oppure nel voler portare tutto sul personale senza distinguere tra l’atto, l’attore e l’azione». Francesco non parla solo della riforma strutturale in corso: il Papa ha messo a dieta la Curia e proseguirà nella riduzione di dicasteri, consigli e uffici, ripete che c’è bisogno di una maggiore presenza delle donne e dei laici e la loro «integrazione nei ruoli-guida». Ma soprattutto esorta alla «conversione e purificazione permanente» delle persone, senza la quale non c’è rinnovamento. Del resto la riforma «non può essere intesa come una sorta di lifting», dice: «Cari fratelli, non sono le rughe che nella Chiesa si devono temere, ma le macchie!». La Curia va riformata per «renderla conforme alla Buona Novella» rivolta in particolare a «poveri, ultimi, scartati», e «conforme ai segni del nostro tempo». Un ruolo di servizio alla Chiesa, chiarisce Francesco richiamando l’autorità papale: il fine della Curia è «di collaborare al ministero proprio del Successore di Pietro, quindi di sostenere il Romano Pontefice nell’esercizio della sua potestà singolare, ordinaria, piena, suprema, immediata e universale». Certo «le resistenze buone, e perfino quelle meno buone, sono necessarie e meritano di essere ascoltate, accolte e incoraggiate a esprimersi». Resta il fatto che il problema è di mentalità, nonostante l’Anno della Misericordia. Ci sono resistenze sorde, e perfino un cardinale come l’americano Raymond Leo Burke, inorridito dalle aperture sui divorziati e risposati, il quale (dopo due Sinodi e l’Esortazione di Francesco)il mese scorso è arrivato a rendere pubblica una lettera inviata al Papa (e firmata da altri tre cardinali in pensione) perché i «dubbi» espressi «non avevano ricevuto risposta», e da tempo annuncia un «atto formale» per «correggere il Papa», richiamandosi vagamente alla «Tradizione» e a «Giovanni XXII» che «fu corretto» nel Trecento. Burke, tra l’altro, è «Patrono» dell’Ordine di Malta, e ieri ha subito una sorta di commissariamento: Francesco ha nominato un gruppo di cinque prelati per indagare sullo scontro interno all’Ordine, nel quale il «Gran Cancelliere» Freiherr von Boeselager è stato estromesso dal «Gran Maestro» Fra Matthew Festing, vicino a Burke. Accuse di non aver impedito che i volontari distribuissero preservativi in Africa, di essere troppo «liberal», smentite sdegnate. Il Papa vuole vederci più chiaro e «risolvere la cosa in modo pacifico».