Da Corrieredellosport.it
UN CINESE
«Ma non c’è un cinese anche per la società biancoceleste?»: se lo saranno chiesto tutti, ieri, quando il mondo della comunicazione è stato invaso dalle notizie sulla imminente cessione del Milan a una cordata orientale. Berlusconi sta per cedere il Milan sostenendo che per il bene del club rossonero è pronto anche a farsi da parte, purché i nuovi proprietari lo riportino ai livelli del passato. Claudio Lotito di fronte a una mega offerta come si comporterebbe? Resterebbe chiuso nel suo fortino, interessato solo a tenere il club che gli consente di restare nel mondo dei Vip, oppure sarebbe disposto a trattare? In poco meno di 12 anni l’attuale presidente ha salvato la società biancoceleste, ha rimesso a posto i conti rateizzando un debito pregresso e ha vinto anche tre trofei, ma - nonostante questo - ormai la rottura con l’ambiente appare assolutamente insanabile, soprattutto dopo una stagione così fallimentare: censurando la lazialità del popolo biancoceleste, Lotito ha isolato la squadra e la società. Con quale prospettiva può ripartire la Lazio ad agosto? Quali grandi calciatori accetteranno di giocare in uno stadio senza pubblico? Quante stelle dovranno essere cedute per autofinanziare un club senza sponsor e senza incassi ai botteghini? Se il presidente non cambia la sua politica, l’unica è mettersi a dormire e sognare: ma non c’è un cinese per la Lazio? Intanto, la Lazio vorrebbe chiudere il primo colpo di mercato entro pochi giorni: CONTINUA A LEGGERE
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