Lazio, caso tamponi: venerdì la sentenza. Lotito rischia le cariche a vita...
CLASSIFICA PRECARIAIn realtà, la Lega non ha fissato la nuova data (nel buco del 7 aprile) solo per una questione di buon senso, con un giudizio pendente in corso. Ma non sarà ostaggio delle sentenze sino a fine campionato. L’iter legale sportivo si sta muovendo in modo rapido, ma bisognerà fare molto prima del 23 maggio. Altrimenti a via Rossellini procederanno (non c’è nessuna norma che lo vieti) a stabilire prima il rinvio dell’incontro. Sono tre punti fondamentali per la Lazio per ricatapultarsi a quota 52, addirittura forse a -3 dal terzo posto. Il problema è che la Procura Federale venerdì potrebbe chiedere sul caso tamponi una penalizzazione del doppio (-6) e ottenere l’ok dal giudice Mastrocola in primo grado. Dopo il rinvio della prima udienza chiesto e ottenuto martedì scorso, la Lazio negli ultimi tre giorni ha lavorato per rinforzare il proprio repertorio difensivo. Anche perché la carta Enrico Di Rosa, il dirigente dell’Asl Roma 1 e in teoria testimone chiave sull’ok a Immobile contro il Torino, rimane in forte dubbio: «Nessuno mi ha chiamato a testimoniare dalla Lazio – chiosa - e quello che avevo da dire al riguardo l’ho già detto alla Procura della Repubblica d’Avellino».
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RIPERCUSSIONI IN CAMPOIl difetto di giurisdizione fra Uefa e Serie A rimane un tema valido: oltre a voler ascoltare gli operatori della Sylab, ora la Lazio avrebbe pure un jolly segreto. La missione di Lotito diventa salvarsi ed evitare a tutti i costi che l’eventuale ritorno in Champions possa essere deciso nelle aule di tribunale piuttosto che sul campo. Un rischio che cominciano ad avvertire pure a Formello e – in attesa di tutti i gradi di giudizio - potrebbe diventare deleterio subito per il cammino residuo. Già venerdì una sentenza negativa in principio potrebbe incidere nel gruppo a livello psicologico. Guai insomma a far temere ai giocatori che ogni loro sforzo di rimonta possa diventare vano.
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